C'è bisogno d'altre parole?
C'é chi è stato riconosciuto colpevole di corruzione e chiede comunque la grazia (senza neanche sentire il dovere di scusarsi almeno con quel popolo italiano che lo ha comunque votato) e chi invece fiero dei propri ideali e sapendo di essere innocente e onesto la grazia non l'ha mai voluta chiedere, come si evince da questa lettera scritta da Sandro Pertini nel 1933, ingiustamente condannato per le sue idee di libertà e socialismo.